Nota - Statement

 
 

Nel corpo più recente del mio lavoro, circa dalla fine del 2007, è cresciuto il mio interesse per una enorme quantità di vecchi libri usati legati a pacchetti. Appartenuti alla famiglia di mia moglie, li ho conservati per una decina d'anni nel mio studio dopo averli esumati da una cantina e ben presto mi sono reso conto di quale patrimonio di sapere essi racchiudessero. L'aspetto consunto, le pagine ingiallite, l'aria anonima di quelle costole incolori mostravano già a una prima occhiata titoli che parlavano di storia, letteratura, arte, filosofia, scienze e tecnologie obsolete, ma non ho mai trovato la voglia e il tempo di tagliare quei lacci e sciogliere quelle pagine.

Iniziai piuttosto a ritrarli dal vero, così come si trovavano, polverosi e abbandonati. Prima su piccoli formati, poi di quadro in quadro sempre più grandi, trovandoli ogni volta sempre più suggestivi ed affascinanti; misteriosamente simili a paesaggi naturali nella loro struttura cartacea semplice e complessa, quasi una topografica varietà... Negli ultimi tempi ho anche cercato di rendere più palese questa connessione con qualcosa di naturale, quasi biologico, della loro natura come il legno o la pelle bruciata... Mi piace riprodurli in quella luce naturale a tutte le ore del giorno o in quella particolare atmosfera tipica del controluce in un interno, aiutandomi solo parzialmente con foto, impiegando una tecnica pittorica ispirata a quella romantica e realista del 19° secolo.

Più di recente, la mia attenzione si è spostata addirittura a vedute più ampie di siti per la raccolta differenziata stessa, il riciclo della carta. Enormi composizioni di ecoballe, nuovi paesaggi incantati di castelli e labirinti dove, credo, le mie pile di libri saranno destinate a perdersi.

Del resto, come sappiamo, prima di essere libri erano stracci.

 

Disegni, acquerelli, tecniche miste, olio su tela , il realismo figurativo e simbolico di Andrea Mancini.